sun sun – Page 205 – Интересное тут

«Mio marito accantonava di nascosto denaro per l’amante e il figlio che ha con lei, senza immaginare che sua madre fosse dalla mia parte.»

«— Ninùl, prendi un altro croissant?» Kirill le fece scivolare davanti un piatto di dolci ancora tiepidi. Il profumo di burro e zucchero glassava la cucina di un calore domestico. Parlava piano, con quella premura che somiglia a una carezza più che a un invito. «No, amore, grazie», rispose Nina, stringendo la tazza di caffè … Read more

«Zio, oggi rientra prima», mormorò la ragazzina che chiedeva l’elemosina all’angolo. L’uomo le diede retta e, rientrando con anticipo, colse la moglie in una scena… decisamente compromettente.

Igor sedeva nel suo studio come dentro una campana di vetro: l’aria era immobile, il silenzio così fitto da far sparire persino il ticchettio dell’orologio. Fissava l’angolo del grande tavolo in noce senza davvero vederlo. Guardava dentro di sé, dove bruciavano il rimorso e un unico pensiero: a casa, nella stanza da letto, Kristina — … Read more

“I miei hanno sempre avuto un debole per mia sorella; non avrei mai immaginato che pretendessero che fosse lei a entrare per prima in chiesa al mio matrimonio, per di più in abito bianco. E noi, incredibilmente, abbiamo accettato con un sorriso.”

I miei mi hanno sempre fatto capire che la preferita era mia sorella. Mai però avrei immaginato che arrivassero a pretendere che fosse lei ad aprire il corteo in chiesa al mio matrimonio… in abito bianco. E noi? Abbiamo sorriso e detto di sì. Io e il mio fidanzato avevamo già preparato la nostra mossa. … Read more

Avanzava in stracci, tra risatine e dita puntate… poi l’IMPENSABILE: scoprirono che era più ricca di tutti loro messi insieme.

Quella donna, non più giovane, curva per la fatica, avanzava piano lungo la strada quasi vuota di una sera quieta. Il vento le sollevava ciocche castane già velate da un primo brizzolato beffardo, come se il tempo avesse deciso di prendersi gioco di lei. Dal vecchio basco — un tempo forse elegante, ora fuori moda … Read more

Entrando in sala operatoria, la dottoressa rimase di sasso: sul lettino giaceva suo marito, morto anni prima.

— Mamma, stasera fai di nuovo il notturno? — domandò Katja fissandola con occhi preoccupati. — Sì, amore. Tu e Jurij fate i bravi, d’accordo? — rispose Marina, sfiorandole la mano con dolcezza. — Va bene, ci comporteremo bene… però tu non ti fermi mai — insistette Katja. — Ci sarà mai un giorno in … Read more

«Sono arrivata al mio matrimonio con largo anticipo e ho colto mia sorella sul fatto: stava cercando di portarmi via lo sposo. Quello che ho fatto subito dopo è stato qualcosa di leggendario…»

Il giorno che doveva essere solo mio Un matrimonio dovrebbe essere il coronamento di un sogno, il giorno perfetto che resta inciso nella memoria per sempre. Per me, invece, quella mattina è stata l’inizio di una battaglia tra amore, rivalità e tradimento. Mi ero svegliata presto, col cuore in tumulto: emozione e ansia si intrecciavano … Read more

Al locale, mio figlio si è fermato davanti a uno sconosciuto: quello che ha detto non lo scorderò mai.

Ci fermammo alla vecchia tavola calda sulla Settima dopo l’allenamento di calcio: zero voglia di mettermi ai fornelli, e Jackson adora quelle minuscole boccettine di sciroppo che lasciano sui tavoli. Niente di chic. Solo una colazione a cena, svelta e senza pretese. Eravamo a metà dell’ordine quando Jackson tacque di colpo. Lo sguardo gli si … Read more

«Le offro cinquantamila se, per questo weekend, accetta di fingere di essere mia moglie.»

Capitolo 1 – Messaggi indesiderati Alexey Smirnov si massaggiò le tempie, stanco dopo una giornata infinita, mentre il telefono vibrava sul cruscotto. Sullo schermo comparve l’ennesimo messaggio della madre. Una foto di una giovane donna sorridente, accompagnata da poche righe: «Figlia dell’amica di Inna. Economista. Ventinove anni». Alexey sospirò. Era la settima “candidata perfetta” che … Read more

“Per sedici lunghi anni un imprenditore ha cercato disperatamente la figlia scomparsa, ignaro che lei, ormai adulta, viveva e lavorava da tempo proprio sotto il suo stesso tetto.”

Svietlana affondava il volto nel cuscino, scossa da singhiozzi che laceravano il silenzio della stanza. Aleksej, incapace di trovare pace, camminava nervosamente avanti e indietro, tormentato dalla domanda che gli bruciava dentro. «Come si può perdere un bambino?» riuscì a dire, con la voce spezzata dalla rabbia. «Non l’ho persa io!» gridò Sveta, gli occhi … Read more