Le vicine, con sguardi pieni di finto buon senso, le avevano suggerito di lasciare la bambina in un orfanotrofio, se davvero voleva sopravvivere. Ma quelle parole le bruciavano dentro come una condanna. Così, con il cuore pesante e gli occhi gonfi di lacrime, prese sua figlia tra le braccia e si incamminò verso la stazione. Non aveva altra scelta: il marito le aveva appena sbattute fuori di casa, senza un tetto né un domani.
Una raffica di vento gelido attraversava il salone d’aspetto vuoto della piccola stazione di provincia. Irina strinse più forte la sciarpa attorno alla sua bambina di quattro anni. Katya, accoccolata accanto a lei, tremava sulla panca dura; il suo respiro si condensava in nuvolette leggere che sparivano subito nell’aria ghiacciata. Dai vetri sporchi e incrinati … Read more