«Alla fine, schiacciata dalla disperazione, accettai di sposare l’erede di una dinastia facoltosa, immobilizzato a letto. Però, già dopo poche settimane, cominciai a cogliere segnali inquietanti…»
La pioggia d’autunno picchiava sul tetto ammaccato della mia vecchia Zhiguli con una rabbia tale da sembrare capace di perforare la lamiera e trascinarmi via, me e il mio dolore, lungo i ruscelli lucidi dell’asfalto. Ogni goccia rimbalzava come un martello sull’incudine del mio destino: cupa, implacabile. Ero appena scappata dal gelo asettico dell’ospedale, saturo … Read more