«Ma guarda un po’, sembra proprio una saputella!» – la deridevano le infermiere, prendendo di mira quella giovane ausiliaria che aveva avuto l’ardire di interrompere il consulto dei medici. Eppure, appena una settimana dopo, quelle stesse colleghe non facevano che ripensare al suo gesto con un bruciore d’invidia: ciò che all’inizio era sembrata presunzione si era rivelato, invece, puro coraggio.
Quando Alëna varcò per la prima volta le porte dell’ospedale cittadino n. 7 come semplice ausiliaria, nessuno le fece una vera accoglienza. Giovane, esile, con un camice consunto e due occhi grandi e timidi, sembrava fuori posto in quell’universo di corridoi affollati, voci dure e passi sbrigativi. Il suo modo di parlare, sempre educato e … Read more