«Ne prendo cinque. Mercedes. Cinque camion.» La frase uscì dalla bocca di quell’uomo con i vestiti stropicciati e l’aria di chi aveva passato la notte in strada. Nel salone calò un silenzio di un secondo, giusto il tempo di capire se stesse scherzando. Poi arrivarono le risatine: prima soffocate, poi più sicure, fino a diventare una raffica di commenti velenosi. Qualcuno gli lanciò uno sguardo dall’alto in basso, come si fa con chi ha sbagliato porta. Un altro si permise persino di sorridere al collega, come a dire: guarda che spettacolo. L’impiegato dietro al banco, già pronto a liquidarlo in fretta, gli chiese con tono finto educato se avesse un preventivo, un referente, almeno un nome “serio” da citare.
«Ne ordino cinque. Mercedes. Cinque camion.» La richiesta, detta con calma da un uomo dall’aspetto dimesso, ebbe l’effetto di una battuta fuori luogo. Nello showroom scattò prima un attimo di sospensione, poi le risate: lucide, crudeli, automatiche. Il più rumoroso fu Lucas Ferrer, una risata così sguaiata che perfino un cliente dall’altra parte della sala … Read more